Che domenica e quanto c’è dietro queste vittorie
01 Agosto 2021
Tamberi che diventa campione olimpico condividendo la medaglia con il suo amico/avversario Barshim.
Pochi secondi – neanche minuti – dopo dall’altra parte dello stadio nella stessa pista il cronometro dei 100 metri che si ferma sui 9 secondi e 80 – 9 secondi e 80 si hai letto bene – e davanti a tutti c’è un ragazzone con la divisa Azzurra.
Marcell Jacobs ha vinto i 100 metri piani alle Olimpiadi di Tokio 2020/21.
Non ha il tempo di finire la corsa che c’è già “Gimbo” Gianmarco Tamberi – così lo chiamano gli amici – che gli salta addosso per l’abbraccio più bello dello sport olimpico degli ultimi anni.
La foto che vedete qui resterà un simbolo indelebile nella storia dello sport Italiano.

Da appendere in tutte le scuole accanto alla foto del presidente della repubblica.
E in più mi piace dire che in Italia abbiamo l’uomo più veloce del mondo e l’uomo che salta più alto al mondo.
E chi ci prende più.
Dietro questa impresa sportiva c’è un significato che va oltre.
Gimbo simbolo di resilienza
Marcell simbolo di determinazione e focus.
Gianmarco con il tendine rotto prima delle olimpiadi di Rio. Le lacrime, lo sconforto, le visite, gli esiti degli esami e il gesso – o tutore come lo chiamano tanti.
Ma io da sportivo lo chiamo gesso perchè è la cosa più fastidiosa da indossare per un atleta.

E cosa succede?
Dal letto dell’ospedale, finita l’operazione, Gimbo si ferma e ci scrive sopra ROAD TO TOKYO 2020.
E immagina la sua vittoria alle olimpiadi di Tokyo del 2020.
Parliamo di 5 anni fa e lui già aveva visualizzato la sua immagine con la medaglia al collo.
Sveglia Gimbo perché da questa mattina c’è la medaglia d’oro di campione olimpico al tuo collo.
Resilienza e soprattutto, con l’aiuto del padre Coach e del Mental Coach Sabbatini, ha riscoperto una sua centratura personale che lo ha elevato anche come atleta.
“Non importa quante volte cadi ma quante volte cadi e ti rialzi”
Ne è bastata una per lui, per capire quello che voleva, per rialzarsi e andare a prendersi la Sua medaglia.
Scusate in tutto questo ha anche vinto un campionato di serie D di Basket ma questa è un’altra storia.
E poi lui, l’uomo più veloce del mondo. L’uomo che ha lavorato ai fianchi questa disciplina, che si è fatto strada tra nomi di un certo calibro. L’uomo che dopo il mio idolo Bolt ha riscritto la disciplina cardine delle olimpiadi.
E l’ha fatto con la determinazione, la scioltezza e il focus di un vero marines.
Si perchè lui è figlio di un militare americano e diciamo che un pò nel suo fisico lo si nota.
Ma molto di più è figlio di un qualcosa di irrisolto tra lui e il padre che lo ha penalizzato mentalmente e come atleta.
La prima persona che ringrazia è la sua Mental Coach – Nicoletta Romanazzi – che lo ha aiutato a scardinare quello che c’era nel rapporto tra lui e il suo vecchio e che lo ha reso quella “macchina” consapevole delle sue potenzialità.
Lo ha reso un atleta così in focus che quando scende in pista ha davanti solo il suo obiettivo.
Come dice lui “mi sono concentrato su di me, sulla mia corsia, sull’arrivo e non ho neanche guardato i miei avversari”

E si è visto Marcell.
Il tuo sguardo, la tua partenza, la tua postura mentre affrontavi quei 100 metri deve essere di esempio per tutti i bambini che hanno il sogno di partecipare e vincere un’olimpiade.
Ci sei te ora Marcell. Ci sei te ad un livello mai raggiunto prima di ora e ci arrivato con la determinazione e con il focus che si leggono nei tuoi occhi.
Godiamoci tutto questo.
Godiamoci questi due ragazzi ma più di tutto godiamoci il senso dello sport e tutto quello che ci insegnano questi ragazzi.
Perchè avere resilienza, focus, determinazione, dedizione e amore per quello che si fa deve essere una regola per tutti noi.
Per tutto quello che facciamo nel nostro sport, nel nostro lavoro e nella vita di tutti i giorni.
Grazie a loro e grazie a tutto lo sport Italiano che sta facendo capire al mondo che siamo si la nazione più creativa al mondo ma anche la nazione che sa rialzarsi con più determinazione di altre.
Orgoglio di avere il cuore Azzurro.
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